Quali sono i sintomi dell'occhio secco?

La corretta diagnosi della patologia dell'occhio secco si basa in primo luogo sull'analisi dei sintomi riferiti dal paziente. I principali sintomi della patologia dell'occhio secco sono i seguenti:

  • dolore pungente o bruciore degli occhi;
  • sensazione di sabbia negli occhi;
  • episodi di eccessiva lacrimazione seguiti da periodi di occhio molto asciutto;
  • arrossamento degli occhi;
  • episodi di visione offuscata;
  • palpebre pesanti;
  • incapacità di piangere;
  • disagio nell’indossare le lenti a contatto; 
  • ridotta tolleranza alla lettura, al lavoro al computer, o a qualsiasi attività che richieda sostenuta attenzione visiva;
  • affaticamento degli occhi;

  • Percorso Diagnostico

    La diagnosi di occhio secco e di dislacrimia è un processo molto articolato.  Una corretta valutazione della lacrimazione può essere effettuata solamente esaminando il film lacrimale sia dal punto di vista quantitativo che da quello qualitativo. Il percorso diagnostico, che abbiamo perfezionato nel corso degli anni per poter fornire una terapia personalizzata per ciascun paziente, prevede tre fasi consecutive:


    Anamnesi e questionario secchezza oculare

    L'anamnesi serve per verificare la presenza di alcune patologie o l'eventuale assunzione di farmaci che potrebbero contribuire alla sintomatologia dell'occhio secco. Il questionario consente di pesare l'entità di eventuali sintomi e valutarne l'eventuale gravità.


    Esami strumentali

    Nel nostro Centro abbiamo investito nella tecnologia di ultima generazione dedicata allo studio dei problemi legati alle dislacrimie e alla patologia dell'occhio secco.  Tra questi possiamo citare il test dell'osmolarità e il test della felcizzazione; due veri e propri esami di laboratorio che siamo siamo in grado di eseguire presso il nostro Centro in modo assolutamente non invasivo che ci consentono di fare una valutazione qualitativa della lacrima di ciascun paziente.


    TEST DI SCHIRMER 

    Il test di Schirmer è usato per determinare se le ghiandole lacrimali producono abbastanza lacrime per mantenere gli occhi umidi in modo adeguato. Il test consiste nell’applicazione nel fornice congiuntivale di strisce di carta assorbente graduate non tossiche. Entrambi gli occhi sono testati contemporaneamente. Al termine del test, le strisce di carta vengono rimosse da ogni palpebra inferiore e la quantità di assorbimento delle strisce di carta viene misurata.

    TEST DELL'OSMOLARITA'

    Il Tear Lab è il primo sistema in grado di misurare in modo oggettivo l’osmolarità (ph) del film lacrimale per la diagnosi e la gestione dei pazienti con occhio secco. Esso viene utilizzato in combinazione con altri metodi di valutazione clinica per rilevare la presenza di una sindrome da disfunzione del film lacrimale (occhio secco) clinicamente significativa. La diagnosi e il trattamento precoce possono aiutare a prevenire gli effetti collaterali indesiderati e il disagio associato con la malattia dell'occhio secco.


    TEST DELLA FELCIZZAZIONE

    E’ un esame che fornisce un indice qualitativo della stabilità del film lacrimale in modo indiretto. Con questo metodo è possibile valutare l’equilibrio tra le mucoproteine e i sali disciolti nelle lacrime e quindi l’osmolarità del film lacrimale. Il test viene eseguito in modo atraumatico e senza anestesia. Apposite scale graduate di riferimento consentono una valutazione del risultato ed un confronto nel corso della terapia. 


    Esame obiettivo

    Attraverso il biomicroscopio lo specialista osserva in maniera diretta l'occhio e le strutture annesse. Inoltre attraverso appositi dispositivi digitali è in grado di misurare la quantità di lacrima prodotta e i tempi di permanenza sulla superficie oculare.


    TEST DINAMICA LACRIMAZIONE

    È un test non invasivo che valuta il film lacrimale focalizzando le particelle in esso disperse. Più viscoso apparirà il film lacrimale, più lento sarà il movimento ascensionale delle particelle superficiali. Un buono strato acquoso determinerà un movimento più veloce e in discesa delle particelle più profonde. Questo test consente di osservare dal vivo in modo non invasivo la qualità del film lacrimale, misurare con precisione il tempo di rottura (BUT) ed altri importanti aspetti del film lacrimale proiettando direttamente sulla superficie dell’occhio del paziente una fonte luminosa bianca, misurare l’altezza e la regolarità dei menischi lacrimali. 


    TEST GHIANDOLE DI MEIBOMIO

    Tramite un’acquisizione di immagini a colori, o mediante la telecamera ad infrarossi, consente la valutazione della Ghiandola di Meibomio. La criticità dello stato delle ghiandole è verificata tramite una scala a cinque livelli. Le scale di valutazione sono uno strumento essenziale per la registrazione e il monitoraggio clinico di modifiche ai tessuti oculari. Esse vengono utilizzate per valutare la gravità di una vasta gamma di condizioni problematiche comprese quelle associate alle lenti a contatto. La disfunzione delle ghiandole di Meibomio (MGD) è causata da un’alterazione cronica delle ghiandole sebacee che si trovano all’interno delle palpebre. Queste ghiandole producono sostanze lipidiche oleose che vengono rilasciate a livello dei margini palpebrali e raggiungono il film lacrimale grazie agli ammiccamenti palpebrali. Le sostanze lipidiche oleose galleggiano sulla superficie del film lacrimale e servono a ridurne l’evaporazione. La MGD determina un’alterazione della componente lipidica del film lacrimale e questo può provocare la comparsa di un occhio secco evaporativo con i suoi sintomi caratteristici. Nei casi più gravi può causare anche un’infiammazione dei margini palpebrali chiamata blefarite posteriore.